Notizie di cronaca nelle Marche

È il 39enne Simone Simonacci ad aver  messo d’accordo tutto il centrodestra della città leopardiana. Intorno a lui infatti si sono stretti la Lega, Fratelli d’Italia e tre gruppi civici. Nella vita è un export manager e marketing specialist: “È finita l’epoca di una politica miope, falsa e divisiva - afferma Simonacci -. Una politica che non ha alcuna visione strategica, non solo del futuro, ma anche del presente della città. La Recanati che ci riconsegneranno è impoverita, meno sicura, sempre più spopolata e sporca. I commercianti chiudono i battenti, il centro storico è inaccessibile e desolato, le periferie abbandonate a sé stesse, la microcriminalità crescente, il valore delle nostre case si è dimezzato. Ci si vanta dei numeri del nostro turismo, ridicoli rispetto alle nostre potenzialità. I nostri anziani sono imprigionati in un paese privo di servizi sanitari: ci hanno tolto l’ospedale e - guardando i dati demografici - tra un decennio non ci sarà più neanche qualcuno da curare, né tantomeno da far nascere. I giovani stanno fuggendo da questa città, la disoccupazione giovanile è ai massimi storici, le imprese disincentivate a investire”. Parole dure quelle del candidato sindaco nei confronti dell’uscente sindaco Fiordomo. Quella di proporsi come primo cittadino, dice, è stata una scelta dettata da un senso del dovere: “Molti mi conoscono per il mio attivismo nel territorio e sanno che sono un uomo del fare e del buon senso. Ho girato il mondo per lavoro e ho avuto modo di accrescere le mie competenze. Avendo sempre creduto nella mia città, fatta di gente laboriosa, creativa e solidale, mi sento ora onorato di spendere la mia esperienza per la mia terra”. Si dice poi orgogl che il centrodestra lo abbia ritenuto una figura innovatrice e capace di unire. “La squadra che mi sostiene ha l’esperienza necessaria, l'energia e le competenze per supportarmi in questo progetto, per far sì che da queste ceneri possa rinascere una città che funga da faro socioeconomico e culturale per tutti ed è interesse della stessa coalizione lasciare le porte aperte a chiunque voglia cambiare in meglio il destino di questa città. Ci hanno rubato la speranza a spese nostre ma è ora di dire basta - conclude - rimboccarsi le maniche e riprenderci ciò che ci hanno tolto, prima che sia troppo tardi.”

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Giovedì, 28 Marzo 2019 06:50

Tolentino, a cena con i ladri

È successo un paio di sere fa, in via Adamello. Mentre la famiglia vittima dei ladri stava cenando, i malviventi si sono introdotti in casa e hanno rubato dei gioielli dalla camera da letto per poco valore. L’allarme è scattato ma i ladri si erano già dati alla fuga. Sul posto i Carabinieri della compagnia di Tolentino per il sopralluogo.
g.g.

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Multa della polizia stradale ad un autista. Stava per mettersi alla guida di un autobus con il parabrezza del piano rialzato infranto. La Sezione Polizia Stradale della provincia di Macerata effettua sistematicamente  controlli ai pullman destinati al trasporto degli studenti. Un paio di mattine fa il distaccamento di Civitanova ha proceduto al controllo di un mezzo a due piani destinato al trasporto di 70 alunni di un Istituto Comprensivo della città, che avrebbe dovuto recarsi a Bologna per un viaggio di istruzione.

Al momento del controllo, avvenuto prima della partenza del pullman, si è accertato che il parabrezza del piano rialzato del pullman era infranto, tanto da compromettere l’idoneità tecnica del veicolo a compiere il viaggio. Si è proceduto, pertanto,  a sanzionare il conducente e si è atteso che gli alunni avessero altri due pullman – idonei allo scopo e regolarmente sottoposti a controlli – a disposizione per poter regolarmente effettuare l’uscita didattica a Bologna.
g.g.

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Sono ripresi i lavori lungo la Perugia –Ancona nell’ambito della QuadrilateroLo comunica ufficialmente una nota di Anas, nella quale si precisa che «l’impresa Astaldi, principale affidataria del Contraente generale “Dirpa 2” per i lavori di completamento della direttrice Perugia-Ancona nell’ambito del progetto Quadrilatero Marche-Umbria, ha ripreso i lavori lungo la strada statale 76 “della Val d’Esino” e sulla strada Pedemontana delle Marche. I cantieri potranno gradualmente tornare a regime nelle prossime settimane”. Nella nota si ricorda anche che “gli interventi erano stati sospesi a causa della crisi di Astaldi, assoggettata alla procedura di concordato in continuità aziendale. Nei giorni scorsi Anas e società Quadrilatero hanno approvato l’atto aggiuntivo che, a valori economici invariati, ha disposto il riavvio dei lavori con aggiornamento dei tempi necessari per ultimare le opere».

Sulla direttrice Perugia-Ancona, Anas spiega che i cantieri riguardano il completamento degli ultimi due tratti da raddoppiare, per una lunghezza complessiva di 21,3 km, di cui 7,4 km tra Fossato di Vico e Cancelli e 13,9 km tra Albacina e Serra San Quirico, che comprendono 15 gallerie, per 13 km totali. La nuova carreggiata sembra sia stata già realizzata, e ora sarebbe in corso l’ammodernamento di quella esistente.

“In particolare – prosegue il comunicato – per il tratto Fossato di Vico-Cancelli l’apertura al traffico è prevista in estate, mentre le opere complementari (finiture, sistemazioni idrauliche, opere in verde, ecc.) saranno ultimate entro l’anno. Nel tratto Albacina-Serra San Quirico i lavori comprendono anche gli ulteriori interventi, recentemente approvati e finanziati dal CIPE, per l’adeguamento agli standard UE delle reti TEN-T delle gallerie esistenti Gola della Rossa e San Silvestro, entrambe in carreggiata Sud. Tali interventi prevedono la dotazione di impianti tecnologici che comprendono rilevamento automatico degli incendi, pannelli a messaggio variabile, telecontrollo, colonnine SOS e bypass pressurizzati pedonali e carrabili per consentire l’evacuazione in caso di emergenza.  L’apertura al traffico è prevista nella primavera del 2020”.

Per quanto riguarda il completamento della Pedemontana delle Marche, nella nota viene specificato che l’apertura al traffico del primo tratto è prevista entro l’anno. Il tratto, ha inizio con l’innesto sulla S.S. 76 Val d’Esino in prossimità di Fabriano, località Pian dell’Olmo, e termina con lo svincolo di Matelica in località Pian dell’Incrocca, per una lunghezza di circa 8 chilometri. Nei lavori è prevista anche la realizzazione della bretella di collegamento lunga 1,2 chilometri tra la SS77 e la SP209 “Valnerina” in località Maddalena, nel Comune di Muccia.

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“Il blocco della Perugia – Ancona pesa duramente su un territorio già in forti difficoltà. Governo,Regioni, Anas e Quadrilatero si assumano la responsabilità di sbloccare la situazione, riaprire subito i cantieri e tutelare i lavoratori e le imprese creditrici, che devono ricevere pagamenti per oltre 40 milioni di euro. Una situazione che crea forti preoccupazioni; queste imprese rappresentano un’eccellenza umbro-marchigiana, e oggi rischiamo di compromettere il loro futuro, decine di posti di lavoro e un patrimonio economico rilevante”.

Il deputato marchigiano Francesco Acquaroli (Fratelli d’Italia) ha presentato una mozione e un’interrogazione al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e al Ministero dello sviluppo economico.

Attraverso la mozione, si intende capire  quali siano gli intendimenti del Governo rispetto alla situazione a cui ha portato la crisi e lo stato della società Astaldi, General Contractor dell’appalto, che mette a grave repentaglio i tempi e l’ultimazione della Perugia – Ancona.

 “Non possiamo che condividere appieno l’appello degli operatori economici coinvolti – ha scritto Acquaroli  – volto ad affrontare una vera e propria emergenza territoriale, così come si è già fatto per altre Regioni e altri territori colpiti da gravissime crisi, anche attraverso provvedimenti straordinari. L’obiettivo deve essere quello di avere l’opera ultimata, di trovare le soluzioni più idonee per il pagamento dei crediti pregressi vantati dalle imprese, definendo regole nuove capaci di garantire chi è impegnato nei lavori, facilitare il loro accesso al credito e dare avvio finalmente alla ripresa dei lavori, più volte annunciata ma rinviata mese dopo mese, fino ad oggi che si parla di aprile 2019”.

Per questo, l’onorevole ha chiesto al Governo l’istituzione di un tavolo permanente di confronto politico e tecnico insieme ai creditori, così come già domandato dalle Regioni Marche e Umbria, di porre in essere strumenti normativi capaci di affrontare con urgenza la grave crisi economico-aziendale delle imprese fornitrici di Astaldi (nella parte relativa alla SS76-E45 Ancona-Perugia), anche attraverso l’attivazione di uno specifico Fondo pubblico di garanzia, e di superare i limiti temporali previsti dalla normativa attuale in termini di ammortizzazioni sociali o prevedere misure specifiche per i lavoratori dipendenti di imprese non coperte dalla Cigs.

Occorre chiarezza – ha commentato Acquaroli – queste situazioni sembrano paradossali, quando lo Stato paga le imprese che lavorano a opere pubbliche e le stesse non pagano i propri fornitori. Bisogna anche verificare le responsabilità di coloro che dovevano controllare gli stati di avanzamento dei lavori. Occorre una norma che consenta a chi ha lavorato onestamente e correttamente di percepire quello che gli è dovuto. Rischiamo che quando si arriverà a restituire le somme dovute alle imprese, per loro sarà troppo tardi. Lo Stato deve sostituirsi, pagando i crediti alle imprese”.

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Si faccia a Camerino, anziché a Senigallia, la mostra sulle "51 opere d’arte lesionate ". La proposta e la provocazione, viene dall’’architetto Luca Maria Cristini , docente presso l’Accademia di Belle Arti di Macerata e a lungo Direttore dell’Ufficio per i Beni Culturali Ecclesiastici dell’Arcidiocesi di Camerino –San Severino Marche.

 “Va benissimo che degli enti delle associazioni propongano di fare delle mostre nel nostro territorio- afferma l’architetto- Il tema della mostra è il restauro di 51 opere d’arte lesionate e, a dire il vero, sul fatto che siano veramente tutte lesionate ho le mie perplessità, ma questo è un altro discorso. Il fatto che comunque ci sia questa volontà di collegare la mostra agli eventi sismici, mi ha fatto riflettere, nel senso che probabilmente questa mostra sarebbe meglio farla a Camerino. Trovo che un luogo così profondamente colpito nel proprio patrimonio e nella sua intimità anche nelle abitazioni, meriterebbe attenzione. Noto purtroppo un forte senso di sfiducia in città e credo che una bella mostra fatta in quel luogo, possa attrarre turismo, possa riportare Camerino al centro dell'attenzione di coloro che amano il patrimonio culturale. Penso che potrebbe essere un vero e proprio aiuto a questa città e, quanto al possibile contenitore – continua Cristini- ricordo che il terremoto del 1997 portò un'associazione lodevole come il Rotary a donare un immobile che poi nel tempo è stato utilizzato e che, ancora oggi, contiene la Biblioteca Valentiniana. Si tratta di mettere su un prefabbricato, un edificio di basso costo che sono sicuro che molti enti caritatevoli sarebbero disposti a realizzare. Una mostra allestita in un prefabbricato di quel genere - prosegue l’architetto-, intanto potrebbe attrarre turismo quest'estate e fare sì che le attività ricettive e commerciali della città possano tirare un respiro di sollievo e poi, una volta terminata la mostra che secondo i progetti dovrebbe andare a Roma, il luogo creato potrebbe comunque rimanere come contenitore per le opere d'arte meravigliose della pinacoteca civica di Camerino che, segregate ora in un deposito, attendono che il loro spazio fisico torni di nuovo agibile. Visto come stanno andando le cose, credo che per il ritorno alla normalità ci vorranno anni per cui - conclude l’architetto Cristini-, terminata la mostra, dentro questo spazio museale si potrebbe allestire almeno una scelta di opere della pinacoteca civica, ricostituendo, anche se non completamente, un museo della città di Camerino per dare in futuro la possibilità ai turisti, agli studiosi e a tutti coloro che vogliano ammirare le opere del 400 camerte, un luogo dove poterlo fare”.

 

Carla Campetella

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“Camerino. Idee per la ripartenza”, è il  titolo dell'incontro organizzato dall'associazione Io non crollo per questo sabato 30 marzo alle ore 17.30 presso la palestra della scuola Ugo Betti in via Medici a Camerino. Se ne parlerà  grazie all'intervento di esperti nelle materie del diritto, dei  beni artistici e architettonici,  della pericolosità sismica, delle fragilità sociali. Coordinata dalla giornalista Rai Patrizia Senatore, la conferenza prevede gli interventi della dott.ssa Maria Giannatiempo Lopez, già funzionario della Sovrintendenza, dello storico dell’arte don Sandro Corradini, di Giuliana Grifantini e Pamela Accaramboni del Dipartimento Salute Mentale Area Vasta 3, dei docenti Unicam Lucia Ruggeri ed Emanuele Tondi e, della dottoranda Unicam Silvia Montecchiari.

“ Vuole essere il primo di una serie di appuntamenti rivolti alla cittadinanza sul tema della ripartenza- spiega il presidente Claudio Cingolani- Rivestita di questo significato è la stessa apertura del locale “in Centro” in piazza San Domenico, in quanto è nostro  desiderio lanciare degli spunti di riflessione e idee concrete per poter far ripartire la vita comunitaria e le attività della città.  Lo scopo- continua Cingolani-  è proprio di ragionare insieme su quello che potrebbe essere lo sviluppo della città , in particolare sotto il profilo del lavoro della ricostruzione materiale e della spinta alla ricostituzione del tessuto sociale, aspetti per la cittàdi primaria importanza in questi anni a venire. Si parlerà dello sviluppo dei progetti per la ristrutturazione delle case, della problematica dei finanziamenti degli enti pubblici, delle urgenti questioni legate alla ricostruzione del tessuto sociale e del  recupero dei palazzi del centro storico ma anche, di come trovare delle attività legate alla cultura e ai beni architettonici,  in modo che, superando le difficoltà,  Camerino possa diventare  un centro culturalmente attrattivo come lo è sempre stato". 

Carla Campetella

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Una situazione paradossale “. Così il segretario generale di Cgil Macerata Daniel Taddei commenta la revoca delle interdittive Antimafia alle ditte Eni srl e Euroimpresit di Salvatore Piccolo, disposta dalla Prefettura di Caserta in data 26 marzo. Le due ditte già impegnate nei lavori di ricostruzione post sisma, la Eni srl a Tolentino per il recupero della Basilica di San Nicola e la realizzazione di una struttura ricettiva a Valfornace, la Euroimpresit per lavori in subappalto dal consorzio Arcale nella costruzione delle Sae, raggiunte lo scorso 6 marzo dal provvedimento interdittivo, avevano dovuto sospendere i lavori,ma ora sono state pienamente riabilitate.

“ Le ditte in questione- dice Taddei-  avevano fatto domanda alla Prefettura di Caserta per essere ammesse nella cd.  "White list”; in particolare la Euroimpresit aveva fatto richiesta nel settembre 2017 e la Eni srl nel dicembre 2017 e- continua il segretario generale Cgil Macerata- in tutto questo frattempo, hanno operato con delle semplici autocertificazion, in quanto la pratica di ammissione all’elenco è rimasta in istruttoria. Solo lo scorso  6 marzo la Prefettura di Caserta ha emesso l'interdittiva antimafia per cui, è passato più di un anno per arrivare allo strumento interdittivo, mentre ci sono voluti solo 20 giorni per annullare la misura. La revoca è stata disposta perché la Prefettura di Caserta ha appurato che non c'erano più i requisiti per non essere iscritti nella White List. Da ieri entrambe le ditte sono iscritte nell’elenco delle aziende non soggette a tentativo di infiltrazioni mafiose e quindi, nelle procedure ordinarie, sono assolutamente autorizzate e legittimate ad operare. Il problema si pone nel momento in cui se il 6 marzo c'era un interdittiva quindi c'erano le condizioni per cui queste ditte non potevano essere iscritte e se per tutto il periodo precedente che va da settembre e dicembre 2017 fino al 6 marzo queste condizioni c'erano, la cosa certa è che queste ditte hanno operato.

Credo che se il sistema che deve certificare, garantire il diritto e la legalità, da un lato ha tempi di risposta così lunghi e dall'altro, dei tempi di reazione invece così corti - sottolinea Taddei- se ne deduce che il sistema così com'è sicuramente non funziona e solleva molti dubbi; basti pensare che saranno a migliaia le ditte che opereranno in quello che diventerà il più grande cantiere d'Europa e, se il sistema è questo, le preoccupazioni sono veramente gigantesche. Chiaro che la nostra vigilanza sulle anomalie e sulle irregolarità  è sempre costante- conclude Taddei-  Il problema è che se le risposte di tutto il sistema sono queste, poi l'azione di sorveglianza e di denuncia diventa del tutto inutile". 

C.C.

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Mercoledì, 27 Marzo 2019 16:56

Semaforo verde per la nuova scuola di Matelica

L’Anac approva l’iter per la progettazione della nuova scuola di Matelica. Il plesso di via Spontini sarà demolito e ricostruito sempre nello stesso luogo per un ammontate di 5 milioni e 400mila euro. A breve il Comune emanerà il bando per la progettazione: “Abbiamo scelto il percorso del concorso di progettazione ed è stato un percorso molto lungo - spiega il sindaco Alessandro Delpriori -. Era un modo per controllare più da vicino le scelte urbanistiche e tecniche della costruzione di una nuova scuola. Abbiamo preso come modello una scuola che era stata costruita con simili procedure per il terremoto dell’Aquila ma Anac ha fatto parecchie difficoltà soprattutto sulla formazione della commissione, sui tempi, sulla registrazione delle offerte”. Ora il Comune dovrà emanare i bandi per la progettazione e per i lavori veri e propri e i tempi saranno quelli dettati dalla legge: “Spero che da qui alla fine dell’anno si possa vedere l’avvio del cantiere”.

Tuttavia, essendo ormai in scadenza l’amministrazione Delpriori, c’è chi ha detto che per proseguire con l’iter sarebbe preferibile attendere l’avvio della nuova legislatura: “Chi critica - risponde Delpriori - probabilmente non conosce le procedure del terremoto e non sa assolutamente di cosa si sta parlando. Invito queste persone a passare anche solo una mattinata con noi in Comune e a lavorare su questi temi, insieme all’ufficio tecnico che ringrazio per il lavoro che sta svolgendo. Poi forse si renderanno conto”.
g.g.

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Sono 29 le associazioni, i partiti e i movimenti di Tolentino che hanno aderito alla proposta di Città in Comune di promuovere una mozione a sostegno della liberazione di Silvia Romano. L'Associazione Città in Comune, infatti, ha assunto l'iniziativa di promuovere l'approvazione nel consiglio comunale di Tolentino di una mozione a sostegno della liberazione della cooperante che il 20 novembre scorso è stata rapita in Kenya. “Nel rispetto del riserbo richiesto per una vicenda così complessa – scrivono in una nota - , sentiamo l'esigenza di manifestare vicinanza a Silvia e alla sua famiglia e di dare sostegno alla delicata azione delle istituzioni governative impegnate per riportare Silvia a casa, sana e salva. Abbiamo invitato le organizzazioni e le associazioni del territorio ad unirsi a questa iniziativa di sensibilizzazione, per tenere accesa l'attenzione e, con essa, la speranza. Finora abbiamo ottenuto l’adesione di 29 tra associazioni, partiti e movimenti a Tolentino ed è stata inviata la richiesta con il testo della mozione al Presidente del Consiglio Comunale e ai Capigruppo dei partiti che fanno parte del Consiglio”.

 GS   
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